

2 modelli studiati il primo per i tuffi fondi visto il volume interno estremamente ridotto e il secondo per la pesca in basso fondo, in inverno, grazie a un campo visivo davvero ampio; il volume interno è leggermente superiore. Interessante la soluzione del giunto cardanico, significa che le fibbie sono ancorate direttamente al telaio rigido e non al silicone
Nilo Mazzarri
In mare d’inverno la visibilità non è mai una certezza. L’acqua è spesso velata, la luce filtra in modo irregolare, la risacca muove il fondale e costringe a continui adattamenti. È proprio in queste condizioni che una maschera smette di essere un semplice accessorio e diventa uno strumento determinante.
Ho testato la Shark e la Shark L di Cetma Composites durante diverse uscite invernali, tra basso e medio fondale, alternando aspetto e agguato, con mare mosso, acqua fredda e velata. Un contesto tutt’altro che ideale, ma perfetto per capire davvero cosa offre una maschera quando serve affidabilità, comfort e controllo dell’ambiente.
Prime sensazioni: volume, comfort e respirazione
La prima cosa che si percepisce indossando la Shark è il volume interno estremamente ridotto. Il viso risulta avvolto ma mai costretto, e la compensazione richiede uno sforzo minimo, anche durante tuffi ripetuti.
La Shark L mantiene lo stesso facciale e la stessa stabilità, ma offre un volume leggermente superiore e un campo visivo più ampio. Una differenza che in acqua si traduce subito in una percezione più aperta dell’ambiente, soprattutto lateralmente.
In entrambe, il silicone del facciale è morbido ma stabile: “non collassa” con la pressione e non crea punti di fastidio, nemmeno dopo ore di pesca.
Costruzione e giunto cardanico
Uno degli elementi chiave della famiglia Shark è il ritorno al giunto cardanico, una soluzione tecnica sempre più rara ma estremamente efficace. Le fibbie, ancorate direttamente al telaio rigido e non al silicone, ruotano su due assi (verticale e orizzontale). Ciò permette al cinturino di adattarsi naturalmente alla testa senza dover stringere eccessivamente la maschera.
La Shark L nel baso fondale
Ho utilizzato la Shark L soprattutto nel basso fondale, in giornate di mare mosso, con acqua velata e visibilità ridotta. In queste condizioni, avere un campo visivo più ampio fa davvero la differenza. Durante un aspetto in poca acqua, con risacca e alga in sospensione, la maschera mi ha permesso di vedere in modo chiaro e con probabile anticipo un branco di cefali che avanzava piano piano, ignari della mia presenza.
La visione più aperta mi ha consentito di seguire il movimento senza dover ruotare la testa, mantenendo una postura più naturale e meno invasiva. Quando il branco si è avvicinato, sono riuscito ad allineare il fucile su uno degli esemplari più belli e a portare a termine la cattura in un contesto tutt’altro che semplice.
In acque sporche e con tante incognite, la Shark L restituisce una sensazione di completo controllo dell’ambiente, fondamentale in certi tipi di pesca e condizioni.
Medio fondale e agguato: la Shark entra in gioco
La Shark “classica”, invece, l’ho sfruttata maggiormente nel medio fondale, su fondali più puliti e con visibilità leggermente migliore, alternando aspetto e agguato. Qui emerge il suo punto di forza principale: il volume interno ridottissimo. Durante agguati prolungati, con continue discese e risalite, la compensazione resta sempre fluida e poco invasiva, permettendo di mantenere il ritmo senza provare fastidi.
Nelle situazioni di agguato e, quindi, di azioni dinamiche dove tener d’occhio ogni minimo movimento può fare la differenza tra una cattura o no, la maschera ha accompagnato perfettamente i movimenti della testa, restando sempre stabile. Durante l’avvicinamento a un’orata, la visione frontale pulita e priva di distorsioni ha facilitato la lettura dei dettagli e dei cambi di direzione del pesce, fino alla cattura.
In questo tipo di pesca, la Shark dà il meglio di sé: discreta, idrodinamica, essenziale.
Shark o Shark L? Dipende dall’ambiente
Dopo averle utilizzate a lungo, la differenza tra i due modelli è chiara e concreta. La Shark L è ideale nel basso fondale, con acqua torbida o velata, per una pesca costiera e il mare mosso; ha un campo visivo più ampio per controllare l’ambiente.
La Shark è perfetta per il medio fondale e per profondità maggiori e si trova a proprio agio nell’acqua più limpida e per una pesca profonda e all’agguato: minimo volume interno e massima efficienza.
Non si tratta di una versione “migliore” dell’altra, ma di due strumenti pensati per contesti diversi.
Limiti e considerazioni
Il design è tecnico e il prezzo riflette la qualità costruttiva e la durata nel tempo. Chi è abituato ai modelli economici potrebbe inizialmente percepire il giunto cardanico come più “presente”, ma si tratta solo di una questione di abitudine. Dopo poche uscite, i benefici superano ampiamente questa sensazione iniziale anche perché, non dimentichiamolo, la robustezza è al top.
Conclusioni personali
La Shark e la Shark L non sono maschere da “catalogo”, ma strumenti progettati per chi passa davvero tante ore in mare. Offrono stabilità, comfort e affidabilità, riducendo lo sforzo mentale e fisico durante l’uscita in mare. In condizioni difficili, come in inverno, si comportano esattamente come ci si aspetta che facciano: “sparire” dal volto, lasciando il pescatore libero di concentrarsi solo sul mare e sui pesci.
Usate durante diverse pescate, il nostro giudizio è più che positivo. Le maschera resta ferma anche durante movimenti innaturali o lievi urti; il facciale non viene stressato nel tempo; la tenuta rimane costante, senza infiltrazioni; la regolazione tramite i pulsanti contrapposti è intuitiva e funziona bene anche con i guanti, un dettaglio tutt’altro che scontato quando si scende in acqua nei mesi più freddi.
Scheda tecnica
Facciale: in silicone flessibile e resistente
Lenti: vetro temperato infrangibile
Fibbie: Cardanic Joint con rotazione su due assi
Telaio: rigido, con ancoraggio diretto del cinghiolo
Regolazione: pulsanti contrapposti, utilizzabile con i guanti
Campo visivo: Shark (essenziale), Shark L (più ampio)
Produzione: Made in Italy

