

Un modello classico, di colore nero ma con i loghi in marrone chiaro e verde militare, che abbiamo testato sia in oceano che in Mediterraneo nella versione da 5 millimetri
Federico Rais
Lo storico marchio H. Dessault, ormai da diversi anni sotto “l’ombrello” di C4 Technology, si sta distinguendo per prodotti studiati appositamente per la pesca. Oggi vi voglio parlare della nuova muta Merou, pensata per essere il giusto compromesso tra un prodotto classico e strettamente funzionale, abbinando comfort e nuovi materiali, e un ritorno al passato, ai primi modelli che hanno fatto la storia: quelle di colore totalmente nero.
La muta, infatti, si discosta dalle recenti produzioni di casa H. Dessault, che aveva puntato su diverse colorazioni mimetiche, delle quali abbiamo parlato nei mesi precedenti: pinne, maschere e, ovviamente, altri capi total camo. Nonostante questo ritorno al nero, ciò che la rende attuale sono le colorazioni delle scritte, delle rifiniture su gomiti e ginocchia e del logo, in marrone chiaro e verde militare che, a differenza del classico bianco, non risultano molto visibili o sgargianti agli occhi dei pesci, rendendo la muta moderna ma dal design semplice e classico.
Personalmente, non sono mai stato un fan del mimetismo estremo, dovuto sicuramente al fatto che la pesca in basso fondo non è la tecnica che prediligo, ma soprattutto perché sono fermamente convinto che una buona tecnica e la giusta acquaticità siano decisamente più efficaci di una semplice colorazione. Il nero, al contrario, l’ho sempre trovato elegante e funzionale: ottimo per asciugarsi e ritrovare calore facilmente, ma allo stesso tempo efficace sott’acqua dove, una volta raggiunto il fondo, si perde facilmente alla vista.
La premessa è che, nell’attuale mercato, la muta è diventata un accessorio estremamente pretenzioso. Il comfort e la capacità di mantenere il subacqueo al caldo sono due aspetti strettamente correlati tra loro, rendendo anche i neofiti molto attenti a ogni dettaglio.
Scrivere un articolo su una muta implica quindi un parere fortemente soggettivo, perché, al pari della maschera, è un indumento totalmente personale: deve calzare perfettamente. La Dessault, a tal proposito, ha cercato di fare in modo che la vestibilità dei suoi capi sia adatta a ogni tipo di fisico, dal più minuto al più robusto. E infatti questo modello è disponibile in cinque taglie differenti e offre un taglio estremamente anatomico, realizzato con un materiale molto morbido ed elastico. Inoltre, sul sito è possibile consultare la tabella delle taglie da uomo con tutte le misure, per un acquisto più mirato e sicuro.
Unboxing e prova in mare
La nuova Merou viene confezionata in neoprene spaccato interno e fodera esterna nera. La giacca è dotata di rinforzo sternale e di protezioni antiabrasione sui gomiti, mentre il pantalone mostra rinforzi antiabrasione sulle ginocchia che riprendono le particolari colorazioni marrone chiaro e verde che caratterizzano i loghi. Inoltre, ha un’alta resistenza alla compressione e un ottimo ritorno elastico.
Il taglio Merou è preformato e altamente anatomico. Il basso numero di pannelli utilizzato per l’assemblaggio ha permesso di ridurre le cuciture, aumentando così comfort ed elasticità, specialmente nella zona delle ascelle. Un altro aspetto interessante riguarda la gomma neoprenica con cui è realizzata: è certificata dal TÜV per l’assenza di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente, come ftalati e lattice. Fondamentale per chi trascorre molte ore con la muta addosso, magari durante uscite in gommone alternate a momenti di pesca e di riposo all’asciutto sotto il sole.
Il capo che sto utilizzando per tutto l’autunno è da 5 millimetri, taglia 3 (sono alto 1,78 metri per circa 78 chili di peso) e ho intenzione di metterlo alla prova durante quattro giornate consecutive di pesca in oceano. Mi sono già immerso diverse volte nella parte Atlantica della Spagna e so che dovrò affrontare condizioni estreme, con tuffi profondi in assetto costante oltre i 20 metri alternati al basso fondo. In entrambe le situazioni il nemico numero uno sarà la forte corrente, motivo per cui ho bisogno di una muta morbida, ma allo stesso tempo resistente e che non provochi irritazioni dietro le ginocchia e sotto le ascelle.
La temperatura dell’oceano nel mese di ottobre si aggira intorno ai 20 gradi: con la 5 sono quasi al limite della mia sopportazione ma, complice la corrente e la grande presenza di pesci, riesco a rimanere in mare oltre cinque ore senza mai avvertire freddo.
Alla fine della vacanza sono molto soddisfatto della scelta di portare con me la nuova Merou, che si è rivelata perfetta in ogni situazione. Una volta rientrato in Sardegna, ho continuato a usarla in acque più miti e trasparenti, spingendomi a profondità maggiori per testarne lo schiacciamento, rimanendo davvero soddisfatto del risultato.
Top
Una muta comoda e morbida, con un look classico, che però rispecchia le esigenze del pescatore moderno.
Flop
La muta è disponibile solo nelle versioni da 5 e da 7 mm, peccato che non ci sia anche una 3 mm per l’estate.
Ai voti
Design Essendo un fan delle mute nere, ho ritrovato nella Merou un grande classico. Le colorazioni dei loghi e delle rifiniture su ginocchia e gomiti, in tonalità non convenzionali, la rendono moderna e accattivante 9
Materiali Il neoprene è incredibilmente morbido, permette di muoversi agilmente e di indossarla con facilità. Anche nei tuffi più profondi mantiene un alto potere termico e lo schiacciamento del materiale è davvero ridotto 9,5
Comfort Probabilmente sarò fortunato io, ma devo dire che la muta calza a pennello, come fosse su misura. Le cinque taglie disponibili rendono più semplice la scelta. Le poche cuciture la rendono elastica e consentono movimenti molto fluidi 9
Colorazione
La fodera nera, abbinata alle scritte marrone chiaro e verde, rende la muta moderna e al tempo stesso classica, senza perdere di vista l’efficacia del mimetismo.
Rinforzo sternale
Un rinforzo importante caratterizza la giacca; è di grandezza superiore alla media delle mute in circolazione. Una protezione che si estende dal torace allo stomaco che permette di caricare in sicurezza i lunghi arbalete.
Cuciture
Il basso numero di pannelli utilizzato per l’assemblaggio ha permesso di ridurre le cuciture, aumentando così comfort ed elasticità, specialmente nella zona delle ascelle e dietro le ginocchia.

