

Verso Roatán: cronaca di una settimana nel blu
Gabriela Felicioni
Ogni competizione ha un suono.
Quella dell’apnea, paradossalmente, è il silenzio. È il silenzio che accompagna l’alba sulla piattaforma galleggiante del Reef Oasis Blue Bay, mentre il Mar Rosso è ancora immobile e le cime scompaiono nel blu. I giudici controllano le ultime procedure, i safety diver preparano l’attrezzatura, gli allenatori osservano il campo gara e gli atleti arrivano uno dopo l’altro, ognuno con il proprio rituale. Sono minuti sospesi, in cui concentrazione ed esperienza si incontrano prima che inizi davvero la giornata.
Questa è stata l’atmosfera della Only One CMAS Competition, disputata dal 13 al 19 luglio a Sharm El-Sheikh. La prima competizione internazionale CMAS di profondità organizzata in questa località, nata dalla collaborazione tra il Freediving Only One Center e il Reef Oasis Blue Bay, e collocata strategicamente a poche settimane dal Campionato del Mondo CMAS Outdoor in programma a Roatán, in Honduras, dal 14 al 27 agosto.
Per molti atleti la competizione ha rappresentato un importante banco di prova, offrendo l’opportunità di confrontarsi con un livello tecnico elevatissimo e di valutare il proprio stato di preparazione in vista dei principali appuntamenti della stagione.
Per una settimana, la piattaforma è diventata un punto d’incontro dell’apnea internazionale. Atleti provenienti da diversi Paesi hanno condiviso non solo il campo gara, ma anche esperienze, approcci e filosofie di allenamento. Tra un’immersione e l’altra si osservavano le prestazioni degli avversari, si commentavano le dichiarazioni, si analizzavano strategie e si imparava gli uni dagli altri. È anche questo uno degli aspetti più preziosi delle competizioni internazionali: trasformare il confronto in un’opportunità di crescita.
Dietro ogni tuffo esiste un’organizzazione complessa che spesso passa inosservata. Briefing, dichiarazioni ufficiali, warm-up, procedure di sicurezza, immersioni e debriefing scandiscono giornate costruite con precisione. Il lavoro di direttori di gara, giudici internazionali, safety diver, medici e volontari permette agli atleti di concentrarsi esclusivamente sulla propria immersione, sapendo di poter contare su uno standard organizzativo e di sicurezza di altissimo livello.
Il livello tecnico espresso durante la settimana ha confermato l’importanza dell’evento nel panorama internazionale. Accanto a record nazionali e personal best, sono arrivati anche nuovi Record Mondiali Master M1. Tra le prestazioni più significative, Chiara Obino ha stabilito il nuovo Record Mondiale Master M1 con un’immersione a 108 metri, mentre l’austriaco Eugen Goettlingha firmato due Record Mondiali Master M1, raggiungendo 73 metri in Constant Weight No Fins (CNF) e 103 metri in Free Immersion (FIM). Prestazioni che raccontano quanto la ricerca tecnica e la preparazione continuino a spostare in avanti i confini dell’apnea agonistica.
Anche per me questa competizione ha rappresentato un momento importante. Gareggiando con CMAS Slovakia ho avuto l’opportunità di stabilire tre nuovi Record Nazionali CMAS Slovacchi: 71 metri in Constant Weight con monopinna, 67 metri in Constant Weight Bi-Fins e 74 metri in Constant Weight con monopinna. Più che tre risultati, li considero tre passaggi di uno stesso percorso.
Nell’apnea agonistica una dichiarazione non nasce mai dal desiderio di aggiungere qualche metro. È il risultato di un’analisi continua che tiene conto delle sensazioni dell’immersione precedente, della qualità della compensazione, dell’assetto, del recupero, della risposta del corpo e del confronto con il proprio coach. Ogni dettaglio raccolto in acqua contribuisce a definire la scelta successiva.
La progressione costruita durante la settimana è nata proprio da questo processo. Ogni immersione ha fornito indicazioni preziose per la successiva, permettendo di affrontare ogni dichiarazione con maggiore consapevolezza. La profondità, in fondo, è soltanto la parte visibile di un lavoro molto più complesso.
Quando l’ultima boa viene recuperata e la piattaforma torna lentamente verso il porto, nelle classifiche rimangono numeri, record e podi. Gli atleti, invece, tornano a casa con qualcosa di diverso: nuove esperienze, confronti, conferme, dubbi, idee e la consapevolezza di aver condiviso una settimana con alcuni dei migliori apneisti del panorama internazionale.
È probabilmente questo il valore più autentico che ho ricevuto della Only One CMAS Competition. Non soltanto una gara, ma un luogo dove tecnica, esperienza e cultura della sicurezza si incontrano, contribuendo alla crescita dell’intero movimento. Perché nell’apnea la profondità si misura in metri, ma il percorso che conduce fin lì è fatto di studio, disciplina, confronto e continua evoluzione.

