
2 prodotti molto ben fatti, entrambi dotati di sistema per raddrizzare e per scastrare le aste. L’Orion è più snello e maneggevole, il Magnum più largo e massiccio. Entrambi hanno una lunghezza di una ventina di centimetri
Nilo Mazzarri
Quando si parla di coltelli per la subacquea, secondo me bisogna partire da una cosa fondamentale: non servono soltanto per finire il pesce, ma sono prima di tutto uno strumento di sicurezza. Ecco perchè devono essere affidabili, robusti, ben affilati e soprattutto facili da raggiungere in qualsiasi situazione.
Negli anni ne ho utilizzati e provati diversi, in particolar modo modelli molto compatti come il Laser o il Mini Laser, coltelli estremamente leggeri e poco ingombranti, che molti pescatori conoscono bene. Ebbene, ora ci sono i nuovi Orion e Magnus by Pathos, che sono però differenti: hanno una “presenza” maggiore, più sostanza sia come struttura che, come sensazione generale, una volta impugnati. Nonostante ciò, i tecnici dell’azienda sono riusciti a mantenere comunque un buon equilibrio tra robustezza e praticità, senza creare oggetti eccessivamente pesanti o scomodi da maneggiare.
Entrambi hanno una lunghezza complessiva di circa 20 centimetri, con una lama di circa 9, ma una volta portati in acqua restituiscono sensazioni differenti.
L’Orion risulta decisamente più snello e maneggevole. Una volta posizionato rimane compatto e poco ingombrante. Anche il fodero ha dimensioni contenute e non risulta mai fastidioso durante la pinneggiata o nelle lunghe ore in acqua.
Il Magnus invece, pur mantenendo una lunghezza simile, ha una larghezza maggiore e una presenza decisamente più importante. Si percepisce subito come un coltello più robusto e più strutturato; e anche il fodero ha inevitabilmente un ingombro superiore rispetto a quello dell’Orion.
Entrambi nascono per essere tenuti in cintura, soluzione che secondo me resta ancora la più pratica e versatile. Personalmente, però, li vedrei bene anche in altre posizioni: l’Orion sull’avambraccio, grazie alle dimensioni snelle e compatte, mentre il Magnus potrebbe trovare posto sul polpaccio.
Li ho utilizzati durante diverse uscite, alternandoli volutamente per capire non tanto quale fosse il migliore, ma quale riuscisse davvero a diventare parte naturale dell’attrezzatura, facendosi notare solo quando serve. Ed è probabilmente proprio questo il primo aspetto interessante.
Sensazioni in acqua
La prima cosa che colpisce prendendoli in mano è la sensazione generale di solidità. Entrambi sono stati chiaramente pensati per un utilizzo concreto, senza soluzioni esagerate o troppo “scenografiche”, ma con un’impostazione ben focalizzata sull’utilizzo reale in mare.
Il fodero è compatto, il sistema di blocco dà una buona sensazione di sicurezza e soprattutto, dopo poche ore di utilizzo, l’estrazione diventa naturale anche senza guardare la cintura, cosa che personalmente considero fondamentale in un coltello per la pesca.
Pathos ha scelto una costruzione in acciaio inox 420, un materiale ormai largamente diffuso in ambiente marino per il buon compromesso tra resistenza alla corrosione, durata del filo e facilità di manutenzione. Tradotto nella pratica, significa poter utilizzare il coltello senza la continua preoccupazione dell’ossidazione dopo poche uscite, mantenendo comunque una buona affidabilità anche dopo ripetuti utilizzi sul pescato.
La lama a doppio filo si è dimostrata utile in diverse situazioni: taglio di sagole, squamatura e normale utilizzo per finire la preda. L’Orion, in particolare, l’ho impiegato per uccidere una grossa cernia e la lama è entrata senza alcun problema nonostante l’ossatura importante. Successivamente l’ho utilizzato per la pulizia del pescato, nella squamatura e nella preparazione di altri pesci, trovandolo sempre pratico e maneggevole. Anche con i guanti spessi il controllo rimane buono e non serve esercitare una forza eccessiva durante il taglio.
Foro raddrizza e scastra aste
Sia Orion che Magnus integrano due dettagli molto utili nell’utilizzo concreto: il foro raddrizza aste e il foro scastra aste. Soluzioni che possono fare davvero la differenza, soprattutto quando ci si trova lontani dalla barca o in assenza di strumenti adatti.
Il raddrizza aste permette di intervenire rapidamente su piccole piegature avvenute, magari, dopo un colpo sulla roccia o una cattura impegnativa, mentre lo scastra aste, come oramai tutti sappia bene, torna utile quando bisogna liberare rapidamente la freccia incastrata tra le pietre senza perdere troppo tempo. Dettagli che all’inizio possono sembrare secondari, ma che, al contrario, dimostrano tutta la loro utilità.
Orion e Magnus: due interpretazioni differenti
Pur condividendo la stessa filosofia progettuale, i due coltelli si rivolgono a pescatori con esigenze leggermente diverse. L’Orion è il mio preferito. Le dimensioni più snelle, l’ingombro ridotto e la maneggevolezza generale lo rendono davvero piacevole da utilizzare. Inoltre, il colore bianco rappresenta un dettaglio intelligente: nell’eventualità di una perdita accidentale, risulta più facile da individuare sul fondo rispetto a quelli completamente scuri.
Il Magnus, invece, ha un’impostazione più importante, più robusta e più “cattiva”, se vogliamo definirla così. Pur mantenendo una buona compattezza generale, trasmette maggiore presenza sia come impugnatura che come lama; personalmente lo vedo bene anche come coltello da tenere in barca, sempre pronto all’uso: in situazioni di emergenza, durante la pulizia del pescato oppure per finire rapidamente prede di taglia importante. Secondo me potrà piacere particolarmente a chi va a caccia di prede importanti, oppure frequenta mari dove le catture di grossa taglia sono più frequenti. In quel contesto trasmette davvero una bella sensazione di affidabilità.
In acqua conta la praticità
Un aspetto che emerge chiaramente usando entrambi è che sono coltelli progettati da chi ne “mastica” davvero di pesca. Sembrano dettagli piccoli, ma in mare fanno una grande differenza: l’ingombro ridotto, la rapidità di estrazione, la sicurezza del fodero, la comodità nel trasporto e la possibilità di intervenire rapidamente anche sull’asta. Perché alla fine il coltello non deve impressionare, deve esserci quando serve e sparire quando non serve.
Considerazioni finali
I nuovi Orion e Magnus seguono una strada concreta, tipica dell’azienda: pochi eccessi, tanta funzionalità e un’impostazione moderna pensata realmente per chi va in mare. Non sono coltelli “da esposizione”, ma strumenti pratici, intelligenti e costruiti per essere utilizzati davvero. La presenza del foro raddrizza aste e dello scastra aste un quid importante senza appesantire il prodotto, mentre la compattezza generale li rende comodi anche durante le uscite più lunghe.
Manutenzione
Come per qualsiasi modello usato realmente in mare, anche Orion e Magnus necessitano di una corretta manutenzione. Dopo ogni uscita consiglio, vanno sempre risciacquati in acqua dolce, asciugati (se possibile) con un’aggiunta, ogni tanto, di un velo di silicone protettivo sulla lama, soprattutto dopo utilizzi intensi sul pescato o molte ore in acqua salata. Anche il controllo periodico dell’affilatura e del sistema di blocco del fodero, è importante per averli sempre efficienti.
Scheda tecnica
Costruzione: in acciaio inox 420
Lama: a doppio filo
Lunghezza: totale: circa 20 cm
Lunghezza lama: circa 9 cm
Fodero: compatto con chiusura di sicurezza
Foro raddrizza aste e foro scastra aste

