

Il forte atleta del team Cressi ci ha raccontato come quest’anno ha preso un esemplare, di circa 90 chili, che nuotava vicino a una risalita sui 18 metri di fondo. Un bel preludio al campionato assoluto di fine mese!
Anselmo Bozzoni
Riccardo Golini è uno degli atleti di punta del team Cressi e si sta preparando per l’assoluto di Mazara, in Sicilia.
Lo abbiamo incontrato tra un allenamento e l’altro per sapere come sta andando la preparazione e se conosce quella zona.
«No conosco i campi gara, so per sentito dire che uno dei due sarà inedito, dove non sono mai state organizzate gare in passato; questo mi stimola molto perché mette tutti gli atleti abbastanza sullo stesso piano. Per questo campionato ho dei buoni presentimenti, anche se il livello dei concorrenti è davvero alto. Ho passato tutto l’inverno ad allenarmi sia a secco che in acqua per arrivare al meglio a quello che è l’appuntamento più importante della stagione. La strategia della sarà fondamentale. Mi hanno parlato di correnti molto forti, quindi la pesca profonda sarà un pò una scommessa; una probabile alternativa sarà trovare zone buone tra i 18/25 metri, dove poter scorrere a corrente a caccia di pesce bianco».
Ormai sono due anni che fai parte della famiglia Cressi: come ti trovi all’interno dell’azienda?
Hai avuto subito un buon feeling con le attrezzature e c’è stato qualche prodotto che ti ha colpito particolarmente?
«Si, è il secondo anno che faccio parte della famiglia Cressi e devo dire che fin dal primo momento mi sono trovato benissimo, sia all’interno dell’azienda che con le attrezzature. Anche con i compagni di squadra ho instaurato subito un ottimo rapporto, ci scambiamo spesso pareri e consigli.
Con i prodotti mi sono trovato subito a mio agio, anche se all’inizio l’idea di cambiare maschera un po' mi preoccupa perché, essendo una cosa molto personale, la paura di non trovare quella che mi calzava in maniera perfetta c'era; fortunatamente con la Nano è stato subito amore a prima vista! Idem con i fucili, sono armi semplici e intuitive e hanno tutto ciò che serve davvero. E infatti mi hanno regalato catture incredibili».
Raccontaci due episodi particolari, due pesci speciali per difficoltà, emozione o significato personale…
«questo è stato un anno ricco di catture, ma due in particolare hanno lasciato il segno.
La prima riguarda un grosso tonno, lungo circa un metro e ottanta per 90 chili. Mi trovavo all’aspetto ai margini di una secca con il mio Cressi Kiowa 110 allestito con doppia gomma da 16 e asta da 7; la giornata era ricca di predatori, soprattutto palamite, tombarelli, alletterati, quando all’improvviso, sui 18 metri, la mangianza impazzisce. Da dietro mi passa questo tonno enorme; allineo il fucile e sparo e, incredibilmente, il bestione rimane praticamente fulminato. Riesco a salire a fianco al tonno, ma quando arrivo in superfice l'asta si sfila e il pescione con le ultime forze inizia ad allontanarsi. La fortuna ha voluto che il barcaiolo fosse vicino e subito è partito all’inseguimento. In un attimo ricarico il fucile e lo seguo a nuoto per circa 200 metri; arrivato sotto la verticale del gommone, vedo il tonno affondare, faccio la capovolta e lo doppio. L' emozione in quel momento era un misto tra felicità e paura perché avevo il terrore che ripartisse da un momento all'altro, solo quando lo abbiamo messo sul gommone mi sono realmente calmato.
«La seconda cattura è quella di una cernia bianca di 9 chili presa all’Argentario. E’ stata un enorme soddisfazione non tanto per il peso ma per la rarità di questo pesce nelle mie zone. Era un pomeriggio estivo senza troppe pretese, il mio compagno decide di non immergersi e di farmi da barcaiolo. Arriviamo sul punto, l'acqua è bianca, così decido di scendere con un 90. Inizio la planata e in prossimità del fondale vedo una cernia bruna che schizza subito via, continuo il tuffo e girando intorno a un pietrone mi ritrovo questa sagoma strana che non avevo mai visto prima. Sparo e la prendo un po' bassa, solo a metà risalita vedo che è una bianca, che fermerà l’ago della bilancia a 9.3 chili».

